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Let people shape the Netwok Society


9 Giugno, 2008 by fiorella
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Gabiano è un bel paesino del Monferrato, 1200 abitanti, di cui non avevo mai sentito parlare prima, non lontano da Trino Vercellese che e’ invece nota per la sua centrale nucleare. Ci sono finita sabato scorso un po’ per caso. C’era un incontro organizzato dal Comune su “Energia per il futuro”. Sono arrivata alle 10, un po’ in ritardo: la sala era piena di cittadini (non proprio giovanissimi) e - mi hanno detto poi - in prima fila i Sindaci dei paesi vicini. Tutti molto attenti ad ascoltare le relazioni. Tra le altre, la piu’ interessante, documentata, chiara ed efficace, e’ stata quella di Piero Perlo, ‘senior scientist’ e dirigente del Centro Ricerche FIAT. Anche gli altri intervenuti non erano proprio di basso profilo, ad esempio ben due di un grande gruppo industriale, la Maire Engineering (tra le aziende che ha fatto la TAV Milano-Torino).

Questi ‘pezzi grossi’ hanno investito il loro sabato per andare a spiegare le prospettive del fotovoltaico e di altre tecnologie rinnovabili a cittadini e amministratori. Perche’ sanno che se vogliono fare impianti di produzione dell’energia in quella zona devo creare consenso, e il consenso si crea spiegando e discutendo con i cittadini e i loro rappresentanti.
Mi è parso un segnale importante e un modo di aprire cLICk diverso da quello a cui avevo pensato, ma forse piu’ significativo.

Perchè la partecipazione e la e-participation a cui il Laboratorio di Informatica Civica lavora dal lontano 1994 non e’ un valore in sè, ma serve a dare ai cittadini la possibilità di giocare un ruolo non passivo nel plasmare il mondo in cui vivono e in cui vivranno i loro figli, a migliorare (forse sarebbe già tanto riuscire a conservare) l’ambiente, a risolvere i grandi problemi con cui dovremo fare i conti. E quello dell’energia è sicuramente uno di questi grandi temi/problemi

Let people shape the Network Society” era lo slogan che coniammo a Seattle nel 2000, noi ricercatori che ci eravamo conosciuti come pionieri delle community network. E il “manifesto di Seattle” continuava così:

 

The world is becoming globalized and communications technology
is an important part of that process.

The human race is faced with a multitude of major problems
that are receiving inadequate attention.

Civic society throughout the world has enormous — insufficiently tapped — resources
including creativity, compassion, intelligence, dedication
which can help address these problems.

At the same time civic society is undervalued and threatened.

Information and communication technology offers enormous potential for civic society for education, health, arts and culture, social services, social activism, deliberation, agenda setting, discussion, and democratic governance.

Active, informed citizen participation is the key to shaping the network society.
A new “Public Sphere” is required.

 

Sabato a Gabiano ho capito che quel Manifesto scritto a più mani a Seattle è - ancora oggi - attuale perchè promuove l’uso delle ICT da parte dei cittadini del mondo per poter esercitare il proprio vero diritto di cittadinanza, quello di essere protagonisti e non sudditi, nè utenti, nè clienti.

Speriamo che questo sia uno spazio in cui condividere esperienze e ragionamenti che ci aiutino ad affermare un diritto di cittadinanza adeguato alle sfide del XXI secolo e a ripensare la democrazia con una iniezione di partecipazione. Noi crediamo che, nella Network Society (per dirla con Manuel Castells), non può esserci partecipazione senza l’uso appropriato di soluzioni software appropriate. E siamo qui per capirle, studiare e svilupparle insieme.

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