una settimana straordinaria a Porto


30 Luglio, 2010 by fiorella
Posted in Community Informatics, Digital Transformation, Tecnologie | No Comments »

E’ il secondo anno che mi invitano alla

International School on Digital Transformation

ISDT10, Porto, Portugal - July 25-30, 2010

che nasce da una collaborazione tra the University of Texas at Austin and some of the top universities of Portugal.

E’ il secondo anno che e’ una esperienza straodinaria: gente da tutto il mondo che cerca di capire come le digital technologies stanno cambiando il mondo, ma cercando di capirlo mettendo insieme ricerca e activism.

Se avete voglia, sfogliate dal sito le biografie degli speakers (section Faculty) e pensate di includere tra i ‘faculty’ di una scuola di dottorato italiana (questo e’) un ragazzo brasiliano di 25 anni (ma ne dimostra 16 o 17): Pedro Markun.

Spero di riuscire prima o poi (meglio prima che poi) a portare questa scuola in Italia: ne abbiamo davvero bisogno!

– fiorella


Social network e partecipazione politica


12 Giugno, 2010 by fiorella
Posted in Online Deliberation, Social Networking | No Comments »

Subito dopo le elezioni regionali, stimolata da alcuni articoli apparsi su  Il Fatto Quotidiano, avevo scritto alcune considerazioni sul rapporto tra la rete, in particlare i social network, e la politica e le avevo mandate a Il Fatto Quotidiano dove .. si sono perse senza riscontro.

Circa una settiamana fa, ho scritto un post su partecipaMi per commentare una  iniziativa lanciata dal Corrierone (Manifesto per Milano). Qualche giorno dopo dalla redazione della newsletter dei comunicatori pubblici mi ha chiesto un pezzo che riprendesse alcune considerazioni fatte nel post di partecipaMi. Visto che non avevo tempo di scrivere nulla,  ho mandato l’articolo che era rimasto non pubblicato: a loro è piaciuto e ieri è stato pubblicato nella newsletter.

Lo riprendo qui per dare la possibilità a chi lo volesse commentare di farlo.

– fiorella


I più avidi online networkers


2 Febbraio, 2010 by fiorella
Posted in Social Networking | No Comments »

“the most avid online networkers are in Australia, followed by those in Britain and Italy”

lo dice l’Economist  nel suo special report su “social networking” del 26 gennaio 2010.

Come far evolvere questa avidità e questa propensione alal socialità in qualcosa di socialmente utile al nostro (provero) Paese?

Tags:

Online Town Hall alla Casa Bianca


26 Marzo, 2009 by fiorella
Posted in e-democracy | No Comments »

Si e’ appena chiuso sul sito della Casa Bianca il primo esperimento di Online Town Hall proposto dal Presidente Barak Obama.

“Una delle mie priorita’ come Presidente e’ di aprire la Casa Bianca agli Americani” dice Obama nel breve video che illustra l’iniziativa “…. perche’ abbiano la possibilita’ di partecipare loro stessi. …..” Prosegue rivolgendosi ai cittadini americani a proposito della crisi economica “Molti di voi sono preoccupati, e hanno molte domande, e volete sapere cosa sta facendo il governo per riportare l’economia sul binario giusto. Voi meritate queste risposte. Per questo intendo provare qualcosa di un po’ diverso. Vogliamo approfittare delle possibilita’ offerte da Internet per portare tutti voi alla Casa Bianca per parlare dell’economia…..”

Questa la risposta dei cittadini americani: 92,931 persone hanno sottoposto  104,103 domande sull’economia e con 3,606,286 voti hanno appoggiato le domande formulate.

Che questi esperimenti facciano da volano per spingere anche da noi ad approfittare davvero delle possibilita’ offerte da Internet [e non della loro banalizzazione con gli emoticons del ministro Brunetta] ?

– fiorella
PS
grazie a Francesco Giancano che mi ha segnalto l’articolo di Giovanni Arata su Punto Informatico


Internet e Democrazia/Politica


22 Ottobre, 2008 by fiorella
Posted in e-democracy | No Comments »

Il 10 ottobre scorso, nell’ambito del convegno Democrazia e Conoscenza organizzato per  celebrare i dieci anni dell’Universita’ di Milano-Bicocca, si e’ tenuta una sessione sulla Democrazia Digitale.

Il giorno prima a Copenhagen un gruppo di ricercatori, la maggior parte dei quali gia’ collegati tra loro nel progetto DEMO-net, a cui si sono aggiunti, su invito, un norvegese e un’italiana, hanno costituito l’associazione eParticipation Network con l’obiettivo di essere un punto di riferimento “for eParticipation research and practice”.

Oggi a Cagliari, da cui scrivo, si apre l’Internet Governance Forum Italia, ospitato dalla Regione Sardegna tra gli eventi in preparazione del prossimo G8: tra le sessioni di domani una su Internet e Politica.

Pur declinato con sfumature diverse, il tema e’ il medesimo e sembra di nuovo caldo: il bisogno avvertito da tanti di contaminare la democrazia rappresentativa con elementi di democrazia deliberativa, cioe’ con elementi di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano; la convinzione di tanti che internet possa offrire una piattaforma  di partecipazione e deliberazione dove governanti e governati, cittadini, amministratori e politici possono costruire spazi di dialogo in parte liberati dalla logica delle ideologie e degli schieramenti; ma anche la delusione nel verificare quanto sia difficile far passi avanti in questa direzione.

Ma, come succede a Report, ci sono anche le buone notizie. E la buona notizia qui per me e’ stata scoprire un politico che conoscevo di nome ma non avevo mai sentito parlare di persona, un politico che (come qualcun altro) ha iniziato come imprenditore: Renato Soru, “quello di Tiscali”, oggi Presidente della Regione Sardegna. Ma che come tale ha assunto un diverso punto di vista e si e’ preso la responsabilita’ di difendere e proteggere il patrimonio della sua comunita’. Sono note le sue battaglie per bloccare ulteriori cementificazioni delle coste della Sardegna, e le critiche e le antipatie che questi provvedimenti gli hanno procurato. Ma Soru e’ stato molto chiaro nell’affermare che troppo tardi abbiamo compreso che il territorio e l’ambiente sono (preziosi) beni comuni il cui sfruttamento non puo’ essere lasciato al puro interesse (profitto) di chi li possiede. Proprio perche’ beni comuni il loro utilizzo deve essere regolato nell’interesse della collettivita’.
Allo stesso modo sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze di liberismo che rifugge e rifiuta ogni regola nei mercati finanziari. Forse si e’ arrivati appena in tempo a comprendere necessita’ di regole e di interventi da parte di chi (gli Stati) devono tutelare gli interessi di tutti e non solo di qualcuno.
Ad una platea qualificata e affollata di persone che in questi hanno “fatto” e “pensato” alla rete (per citare solo qualcuno — gli altri non me ne vogliano: Stefano Rodota’, gia’ garante della privacy; Fiorello Cortiana, che come senatore e’ stato paladino dei diritti della rete, ad esempio contro il  Decreto Urbani che invece assumeva il punto di vista delle “major” discografiche; Stefano Quintarelli e Joy Marino, da sempre protagonisti di Internet in Italia  e animatori dell’AIIP; Stefano Trumpy, presidente ISOC, Internet Society Italia), e che hanno ben presente come la rete sia piattaforma di condivisione di esperienze e conoscenze, il vero patrimonio e bene condiviso (common) nella Societa’ dell’Informazione e della Conoscenza, Soru ha chiesto di riflettere se l’assenza di regole che ha governato finora la rete, e che per molti e’ un bene intoccabile, non debba invece essere ripensata proprio per tutelarla in quanto bene comune. Prima di trovarla devastata da quelli stessi che, per profitto, hanno devastato l’economia e l’ambiente.

Con cio’ affidando una chiara mission all’Internet Governance Forum italiano (come articolazione nazionale dell’Igf , la cui prossima riunione sara’ a dicembre in India, a Hyderabad) che verra’ costituito al termine di questa tre giorni di lavoro.


Tools for Participation: Collaboration, Deliberation and Decision Support


11 Giugno, 2008 by fiorella
Posted in e-democracy, e-participation | No Comments »

E’ questo il titolo della Conferenza Internazionale che si terrà a fine giugno a Berkely (CA, US).

Mette insieme, sotto l’egida di Computer Professionals for Social Responsibility e di UC Berkeley School of Information, due eventi: la III Conferenza Internazionale su Online Deliberation (la prima fu a Carnegie-Mellon nel 2003, la seconda a Stanford nel 2005); e la IX edizione di Directions and Implications of Advanced Computing Symposium (DIAC).

Un breve estratto dalla call:

At the dawn of the 21st century humankind faces challenges of
profound proportions. The ability of people around the world to
discuss, work, make decisions, and take action collaboratively is
one of the most important capabilities for addressing these challenges.

Researchers, scholars, activists, advocates, artists, educators,
technologists, designers, students, policy-makers, entrepreneurs,
journalists and citizens are rising to these challenges in many
ways, including, devising new communication technologies that build
on the opportunities afforded by the Internet and other new (as
well as old) media. The interactions between technological and
social systems are of special and central importance in this area.

We are especially interested in technology development that is
already being tested or fielded. We are also interested in theoretical
and other intellectual work that helps build understanding and
support for future efforts. In addition to exploring social technology,
we must at the same time understand and advance the social context
of technology, including its design, access, use, policy and
evaluation, as well as intellectual frameworks and perspectives
that inform technological as well as social innovation including
requirements, case studies, critique and self-reflection, and
infrastructures for future work.

Tags: ,

Let people shape the Netwok Society


9 Giugno, 2008 by fiorella
Posted in e-democracy, e-participation | No Comments »

Gabiano è un bel paesino del Monferrato, 1200 abitanti, di cui non avevo mai sentito parlare prima, non lontano da Trino Vercellese che e’ invece nota per la sua centrale nucleare. Ci sono finita sabato scorso un po’ per caso. C’era un incontro organizzato dal Comune su “Energia per il futuro”. Sono arrivata alle 10, un po’ in ritardo: la sala era piena di cittadini (non proprio giovanissimi) e - mi hanno detto poi - in prima fila i Sindaci dei paesi vicini. Tutti molto attenti ad ascoltare le relazioni. Tra le altre, la piu’ interessante, documentata, chiara ed efficace, e’ stata quella di Piero Perlo, ‘senior scientist’ e dirigente del Centro Ricerche FIAT. Anche gli altri intervenuti non erano proprio di basso profilo, ad esempio ben due di un grande gruppo industriale, la Maire Engineering (tra le aziende che ha fatto la TAV Milano-Torino).

Questi ‘pezzi grossi’ hanno investito il loro sabato per andare a spiegare le prospettive del fotovoltaico e di altre tecnologie rinnovabili a cittadini e amministratori. Perche’ sanno che se vogliono fare impianti di produzione dell’energia in quella zona devo creare consenso, e il consenso si crea spiegando e discutendo con i cittadini e i loro rappresentanti.
Mi è parso un segnale importante e un modo di aprire cLICk diverso da quello a cui avevo pensato, ma forse piu’ significativo.

Perchè la partecipazione e la e-participation a cui il Laboratorio di Informatica Civica lavora dal lontano 1994 non e’ un valore in sè, ma serve a dare ai cittadini la possibilità di giocare un ruolo non passivo nel plasmare il mondo in cui vivono e in cui vivranno i loro figli, a migliorare (forse sarebbe già tanto riuscire a conservare) l’ambiente, a risolvere i grandi problemi con cui dovremo fare i conti. E quello dell’energia è sicuramente uno di questi grandi temi/problemi

Let people shape the Network Society” era lo slogan che coniammo a Seattle nel 2000, noi ricercatori che ci eravamo conosciuti come pionieri delle community network. E il “manifesto di Seattle” continuava così:

 

The world is becoming globalized and communications technology
is an important part of that process.

The human race is faced with a multitude of major problems
that are receiving inadequate attention.

Civic society throughout the world has enormous — insufficiently tapped — resources
including creativity, compassion, intelligence, dedication
which can help address these problems.

At the same time civic society is undervalued and threatened.

Information and communication technology offers enormous potential for civic society for education, health, arts and culture, social services, social activism, deliberation, agenda setting, discussion, and democratic governance.

Active, informed citizen participation is the key to shaping the network society.
A new “Public Sphere” is required.

 

Sabato a Gabiano ho capito che quel Manifesto scritto a più mani a Seattle è - ancora oggi - attuale perchè promuove l’uso delle ICT da parte dei cittadini del mondo per poter esercitare il proprio vero diritto di cittadinanza, quello di essere protagonisti e non sudditi, nè utenti, nè clienti.

Speriamo che questo sia uno spazio in cui condividere esperienze e ragionamenti che ci aiutino ad affermare un diritto di cittadinanza adeguato alle sfide del XXI secolo e a ripensare la democrazia con una iniezione di partecipazione. Noi crediamo che, nella Network Society (per dirla con Manuel Castells), non può esserci partecipazione senza l’uso appropriato di soluzioni software appropriate. E siamo qui per capirle, studiare e svilupparle insieme.

Tags: ,